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  • Andrea Giroldini

Porto Tolle, via alla demolizione della centrale Enel

Venti le imprese coinvolte per il colossale decommissioning, per un totale di un centinaio di persone. A guidare l’intervento sanno la Demiced srl del gruppo Ferraro, la Petroltecnica spa e la Casella autogru.

La centrale Enel di Porto Tolle sarà demolita per costruire un grande villaggio turistico ecosostenibile da 8mila posti. Sono in corso valutazioni per decidere se andrà abbattuta anche la grande ciminiera, che è la torre in calcestruzzo più alta d’Italia.


Negli ultimi sei mesi, in attesa della SCIA, l’ATI che sta operando nel sito su incarico di Figline Agriturismo Spa, holding immobiliare del gruppo Human Company, ha avviato le operazioni di allestimento del cantiere e rimozione di alcuni impianti. Ora il Gruppo è pronto a iniziare i lavori di demolizione e smantellamento delle strutture dell’ex centrale, che richiederanno circa 24 mesi.

Fino a un paio di decenni fa questa centrale-monumento provvedeva da sola al 10% dell’intera produzione italiana di energia elettrica. Quattro gruppi da 660 megawatt ciascuno hanno lavorato a pieno ritmo per un ventennio, dalla fondazione dell’impianto, nei primi anni Ottanta, all’inizio del nuovo millennio. Il suo simbolo, svettante sul panorama piatto del Delta del Po, era la ciminiera di 250 metri, da cui uscivano nell’atmosfera i gas combusti: la più alta torre in Italia fra quelle costruite in calcestruzzo.

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